"Oltre lo scatto…" nasce dal desiderio di dare forma visiva ad un concetto che sempre mi è stato a cuore: la verità. Ma la verità ha i mille volti riflessi di uno specchio frantumato, la verità è allora irraggiungibile? Forse, ma possiamo avvicinarci ad essa mettendo in relazione tra loro più informazioni possibili.
Avevo intenzione di avvalermi dello strumento fotografico; perciò, partendo dal diffuso convincimento che la fotografia rappresenti il reale e quindi la verità (anche se sappiamo bene che la fotografia è comunque un punto di vista soggettivo), ho preso a prestito l'immagine nel suo intrinseco essere che è il "fotogramma", l'essenza stessa del fare fotografia, ed esaltando, con la scelta del punto di vista "soggettivo" una visione così parziale da diventare astrazione… quindi la fotografia non più rappresentazione della verità ma parziale frammento di essa. Poi ho utilizzato, amplificandolo, il concetto di "fotogramma", che altro non è che lo spezzone di pellicola fotografica, nella sua forma di striscia di 6 fotogrammi tipici della suddivisione del rullino fotografico, 6 strisce da 6 per 36 fotogrammi. Nella realizzazione del provino a contatto, la somma dei 36 fotogrammi, ci restituisce, seppure distorta, l'immagine reale.
L'ingrandimento riscatta il provino fotografico dal suo essere banale strumento di lavoro ed esalta l'estetica del fare fotografia, espressione… ma questa è un'altra storia.
OLTRE LO SCATTO....