Reportage
Il treno di Cage
Bologna '08
John Cage '78
Utopia '78
Week-End
 


 

Il ’68 è uscito dalla “comune”. Domanda: dov’è finito?
« E’ finito in utopia », è la risposta.
« Dieci anni dopo intitoli così la riesumazione di un tuo lavoro nel quale, mi hai detto ancora, c’è più ’68 che non altrove. Hai mai pensato, per es., che riesumare il passato è come destare dal silenzio un caso di coscienza e appenderlo al muro può significare invece una resa dei conti? Cosa ti aspetti, dieci anni dopo, dall’esibizione di un tuo antico atto di fede, analitico e realista, oggi che vuoi abbandonarti alla riflessione?».
« Mi interessa l’immagine come si forma e vive », continua la risposta. « Non ricordi Marcuse? Non è tanto il contenuto ad essere rivoluzionario quanto il suo modo di conformarsi. Mi accorgo che ciò che affermavo nel ‘68-’70 erano, in fondo le stesse cose che sento oggi, solo che allora non le dicevo ».
« Ma allora, perché prima non ne hai parlato se dici di aver sempre pensato, e molto, a queste stesse cose, ieri come oggi, decidendo che è sbagliato soltanto distruggere? Occupare una terra a Decima o un casale al Collatino non è forse una delle tante possibili manifestazioni di una volontà e di una determinazione interiori, costanti estoriche? Adesso pensi di tirar fuori dai cassetti le vecchie cose astratte, fotografiche e non, e di strizzare l’occhio al concettuale. Attenzione, allora, perché muovendoti dal reale, che dici giustamente di non voler tradire, resterai comunque con i problemi di sempre perché le contraddizioni sono dentro di te, non fuori. Con il rischio che nel chiuso di uno studio tu non ti accorga che il tempo e le cose corrono talvolta molto in fretta lasciandoti al palo della moda e alla beffa di un sorpasso ».

Piero Berengo Gardin 1980

Sono passati soltanto 30 anni?

 
 
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