Della funicolare di Rocca di Papa conosco quel poco che serve per comprendere la devastazione del territorio e delle scelte scellerate fatte in nome del “progresso”, del trasporto su gomma, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. A Rocca di Papa arrivava un trenino da Roma che si fermava nella parte bassa del paese che domina dalla cima si Monte Cavo, il dislivello veniva colmato con la funicolare. Il tutto molto rispettoso dell’ambiente e molto romantico. Gli autobus hanno cancellato tutto, e la funicolare è andata in rovina, abbandonata a se stessa e divenuta ricettacolo di incontri clandestini e altro.
Il racconto fotografico risale al 1980, quando per un certo periodo ho vissuto ai castelli romani. Affascinato dai racconti decisi di avventurarmi alla scoperta di quel che restava della funicolare e carpirne, se ancora c’era, il fascino di un mondo che fu.
Il fascino del decadente c’era tutto e la giornata grigia ha contribuito non poco a un sentimento di nostalgico rimpianto per la particolare fascinazione che il mondo legato ai treni sempre mi suscita.
Le foto, oltre il desolante abbandono, sono anche la testimonianza di come siamo cambiati a distanza di 30 anni, lo testimoniano le scritte, i “graffiti”, per certi versi “ingenui”. Non oso pensare a cosa potrebbe esserci oggi.
Corinto Marianelli

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