Diario Fotografico nasce dalla voglia di dare spazio al racconto per immagini, sono convinto che il reportage sia l'essenza della fotografia. Chi mi conosce, sa bene che l'ambito della mia ricerca si sviluppa principalmente nell'area del "concettuale", ciò non toglie che come posso approfitto delle occasioni che mi permettano di immergermi nel racconto fotografico.
Nel reportage c'è tutto: azione, riflessione, gioia, dolore, caldo, freddo, l'umanità con i suoi volti, le sue storie, nel reportage c'è tutto e il contrario di tutto.
Il reportage è di volta in volta viaggio, conoscenza, capacità di rapportarsi, di immergersi in una realtà che per descriverla si deve conoscerla, il racconto per immagini non può prescindere dalla presenza fisica del fotografo nell'azione… secondo me - al centro - dell'azione, dove l'unico obiettivo imprescindibile è il grandangolo, un super grandangolo. Stare al centro dell'azione, prevedere e prevenire l'imprevedibile per farsi trovare nel posto giusto per quella fotografia - che nella nostra mente già vediamo sviluppata - che con quell'obiettivo, sappiamo già, sarà "bellissima" (qualche volta); è il risveglio dei sensi… della consapevolezza.
Le storie possono essere di varia natura e importanza, basta saperle cogliere, il reportage non deve essere necessariamente quello dei viaggi in mondi più o meno esotici o del reportage di guerra… preferisco parlare di storie, di racconto, e il viaggio dentro noi stessi è l'inizio l'inizio per ogni "avventura".
A cavallo tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80, mi ritrovai per la prima volta a fare i conti con un progetto "intimista" dal quale fuggii scandalizzato da me stesso per quel malsano pensiero… poi, fatto decantare la cosa, mi sono riappropriato della storia alla quale ho dato il titolo: "Week-End: un racconto". Per realizzare questo reportage, ho fatto un viaggio lunghissimo… due giorni chiuso dentro la mia casa, con mia moglie, con il mio mondo.
Un'immagine vale più di mille parole?
Corinto Marianelli