| IL SERVIZIO FOTOGRAFICO |
| Il servizio fotografico, così come viene interpretato e proposto da Diariofotografico, non si discosta di molto, ne potrebbe esserlo, da quella della tradizione; casa della sposa, cerimonia, foto in esterni e ristorante sono i tempi scanditi di una cerimonia religiosa e della festa che ne consegue, che non permette deroghe. E’ l’approccio, il punto di vista tecnico, formale e concettuale a fare la differenza, oggi si parla molto di fotografie in “stile reportage”, soltanto che per noi non si tratta di “stile” ma della profonda convinzione che il reportage sia l’unico modo per raccontare una giornata, che con i suoi elementi di particolarità che lo rendono unico, non foss’altro perché dentro ci sono “le nostre facce”, attraverso la sensibilità dal fotografo con la sua capacità di vedere e cogliere emozioni ed eventi. Il matrimonio visto come un reportage è stata una mia consapevole scelta già alla fine degli anni ’70, quando l’imperativo inderogabile era il fotografo con l’Hasselblad, che possedevo, ma che avevo “ripudiato” in favore di una reflex 35 mm, perché quella mi permetteva quell’immediata freschezza altrimenti impossibile. Cogliere l’attimo. Scelta, la mia, coraggiosa, e accettata soltanto da convinti sodali. Le foto in casa della sposa sono parte integrante della tradizione e vanno fatte. Uno sguardo diverso inizia fuori della chiesa dove il fotografo arriva con largo anticipo per avere un racconto fotografico più stringente dove la presenza degli invitati, amici e parenti, viene registrata nel susseguirsi naturale degli arrivi fuori della chiesa, dove all'arrivo dello sposo convenzionalmente primo, si sommano man mano gli invitati. In questo modo è fortemente contestualizzato l'avvenimento con quelle situazioni che possono renderlo unico. Si prosegue con l'arrivo della sposa e la cerimonia, l'uscita con le foto in esterni per proseguire poi fino al ristorante per le sole foto del taglio della torta, da effettuarsi subito, prima del pranzo. Questo, come si è detto, permette un racconto meno didascalico, più naturale. L'idealizzazione con fotografie elaborate in un'aura da sogno stancano alla seconda visione... non ci appartengono... sono altri. La realtà non ha bisogno di interpolazioni. |
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